ARCHIVIO PIF ITALIA DATI TOSSICOLOGICI

Gli ingredienti nocivi nella produzione di cosmetici

La nostra esperienza pluriennale nella stesura ed elaborazione dei PIF di terze parti, ci ha permesso di arricchire giorno dopo giorno la nostra banca dei dati tossicologici degli ingredienti  nocivi nella produzione di  cosmetici  (INCI). Il nostro archivio diventa sempre più completo ed importante, unico in Italia. Attualmente la nostra banca dati contiene centinaia di dati tossicologici. Si tratta degli ingredienti nocivi  dei più comuni cosmetici venduti in Europa. Purtroppo, questi ingredienti nocivi  stanno aumentando giorno dopo giorno. La nostra abilità sta nell’individuarli e segnalarli grazie alle sempre più numerose richieste di stesura ed elaborazione del PIF da parte di aziende di tutto il mondo (Italia, Europa, paesi Extra-UE tra cui molti cinesi, indiani, coreani, statunitensi, brasiliani, africani). Sempre più aziende comprano i nostri dati tossicologici cosmetici: il nostro database è a disposizione di tutti i nostri clienti effettivi e nuovi offrendo il servizio di “vendita dati tossicologici”.

I clienti possono usufruire di questo servizio richiedendo di volta in volta i dati tossicologici degli INCI necessari: i nostri prezzi sono i più competitivi sul mercato.

I clienti che hanno già acquistato altri nostri servizi, tra cui il nostro software cosmetico PIF CHEMILAB, li acquistano ad un prezzo inferiore e riservato.

RICHIEDI UN PREVENTIVO PER I DATI TOSSICOLOGICI

Linee guida della Commissione Europea

Il paragrafo 3.8. Profilo tossicologico delle sostanze cita quanto segue:

L’obiettivo di questa sezione della relazione sulla sicurezza del prodotto cosmetico è descrivere il pericolo tossicologico di ciascuna delle sostanze nel prodotto finito, determinare l’esposizione potenziale ed elaborare una caratterizzazione dei rischi. Questi aspetti sono di cruciale importanza per effettuare una valutazione dei rischi, giacché costituiscono le tre fasi essenziali del processo di valutazione dei rischi ( 2 ).

[…]

Gli endpoint da considerare, nonché i dati necessari, dipendono da una serie di fattori, tra cui le vie di esposizione, le condizioni d’uso del prodotto, le caratteristiche fisico/chimiche e il possibile assorbimento della sostanza. La scelta degli endpoint pertinenti è di competenza del valutatore della sicurezza, che deve giustificare la propria decisione.

Quest’ultima frase “La scelta degli endpoint pertinenti è di competenza del valutatore della sicurezza“ conferma che ogni valutatore della sicurezza è tenuto a recuperare i dati tossicologici di ogni ingrediente riportandoli nel PIF; un PIF privo di tali informazioni non è valido e di conseguenza il prodotto può essere ritirato dal mercato europeo.

La Commissione precisa quali sono i dati tossicologici da recuperare:

1) tossicità acuta attraverso le vie di esposizione rilevanti;

2) irritazione e corrosività;

3) irritazione cutanea e corrosività della pelle;

4) irritazione delle membrane mucose (irritazione oculare);

5) sensibilizzazione cutanea;

6) assorbimento dermico/percutaneo;

7) tossicità da uso ripetuto (normalmente studi da 28 o 90 giorni) ( 1 );

8) mutagenicità/genotossicità;

9) cancerogenicità;

10) tossicità riproduttiva;

11) tossicocinetica (studi ADME);

12) tossicità fotoindotta.

 

scroll top