P.I.F.

Il PIF, Product Information File, non è altro che la carta d’identità del prodotto cosmetico. Tale documento deve contenere tutte le informazioni necessarie alla messa in commercio di tale prodotto. Senza questo documento, il cosmetico non è commercializzabile sul mercato europeo. Riepilogando, il P.I.F. è un documento obbligatorio che deve rimanere in azienda. Non sai come fare un PIF ? Sappiamo bene quanto sia complesso raccogliere tutte le informazioni necessarie! Se decidi di elaborarlo in autonomia puoi partecipare ad uno dei nostri corsi di formazione P.I.F.. In questo caso, fai attenzione ai P.I.F. irregolari: sono soggetti a sanzioni amministrative come spiegheremo di seguito.

È nostro dovere informarVi che le Autorità Competenti si stanno sempre di più rivolgendo a noi nel chiedere il nostro supporto per effettuare un controllo della documentazione di sicurezza di molte aziende cosmetiche italiane.

Diverse ASL e comparti del NAS sempre più ci contattano per un parere tecnico sul Regolamento 1223/2009 e la verifica della documentazione di sicurezza prodotta da altri valutatori della sicurezza cosmetica.

Dalle nostre verifiche, il 90% dei P.I.F. in circolazione risulta irregolare.

Molti dei P.I.F. irregolari sono il frutto dei seguenti motivi:

  • Valutatore della sicurezza inesperto: è la situazione in cui si trovano molte aziende in cui il consulente, spesso un neo assunto o una persona esterna di fiducia, presenta molte lacune su di un argomento nuovo quale il Reg. CE 1223/2009.
  • Valutatore della sicurezza non all’altezza: è il caso di molte aziende italiane che, in fiducia, si sono affidate ad un consulente che “spaccia” sotto la veste di P.I.F. il vecchio dossier cosmetico previsto dalla Direttiva 76/768/CE; nei casi più gravi vige la situazione in cui il consulente non rilascia il P.I.F. contravvenendo all’articolo 11 del Regolamento CE 1223/2009, ma soprattutto l’azienda si domanda se veramente il consulente l’ha redatto e firmato.
  • Utilizzo di un software non aggiornato:  non tutti i software in circolazione sono stati adeguati alla perfezione al Reg. CE 1223/2009. Ci sono ancora programmi non a norma per la redazione della documentazione di sicurezza.

Ricordiamo, anche se ormai tutte le aziende cosmetiche ne sono al corrente, che le sanzioni previste dal DECRETO LEGISLATIVO 4 DICEMBRE 2015, n. 204 sono salatissime:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/22/15G00220/sg

  • Art. 8. PIF mancante, incompleto, irregolare: Sanzione prevista da 10.000 a 100.000 euro.
  • Art. 9. Mancata notifica al CPNP: Sanzione: da 1.000 a 6.000 euro.
  • Art. 13. Etichetta irregolare: Sanzione: da 500 a 5.000 euro.

Molte aziende cosmetiche hanno scelto dei valutatori della sicurezza e dei  programmi per elaborare il nuovo dossier plagiati dalla bravura commerciale del fornitore del servizio, o spinti dai costi esigui consci che i controlli non sarebbero mai iniziati. Oggi la situazione sta decisamente cambiando, a maggior ragione ora che lo Stato Italiano deve fare cassa.

Con le Autorità Competenti che si stanno muovendo, il rischio per molte imprese è di spendere molto di più a causa delle sanzioni piuttosto che affidarsi fin da subito ad un partner affidabile e profondo conoscitore della normativa cosmetica.

Nel corso delle prossime settimane abbiamo a piano nuove verifiche di P.I.F. di aziende italiane.

Consigli per sapere come fare un PIF correttamente:

  • informateVi bene sulle differenze tra il vecchio dossier ed il P.I.F.;
  • pretendete sempre la consegna del P.I.F. in caso Vi appoggiate ad un consulente esterno;
  • verificate che il programma da Voi in uso sia aggiornato alla normativa vigente (es. riporti la sezione dei dati tossicologici, la firma digitalizzata, il documento sia protetto da abusi, ecc..);
  • verificate bene la qualifica del valutatore della sicurezza e la sua effettiva conoscenza della materia trattata.

Qualora vogliate anticipare i controlli e verificare con noi lo stato della Vostra documentazione, siamo a completa disposizione per aiutarVi a prevenire spiacevoli situazioni, anche a mezzo di un incontro presso la nostra sede.

PIF ITALIA ha già rilasciato diverse relazioni autenticate a seguito del controllo della documentazione in possesso di aziende ignare di non possedere le giuste certificazioni; tale relazione ha consentito a queste aziende di rivalersi (nei casi più estremi anche legalmente) sul consulente che ha venduto un servizio irregolare.

In molti casi, hanno deciso di affidarsi ai nostri servizi, che da questo mese sono raccolti in maniera più ordinata nel nostro nuovo sito in fase di completamento (www.pifitalia.com) e nel documento qui allegato.

I nostri clienti ci apprezzano per la nostra professionalità ed affidabilità, competenza in materia, etica e serietà nell’offrire loro dei servizi che li tutela da ogni imprevisto, con la certezza e la garanzia di NON essere mai sanzionati. Potete dire la stessa cosa del Vostro consulente o della Vostra Agenzia di consulenza?

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